Chi è Lina Esco, e perché il suo film Free The Nipple ha incontrato infinite censure

C’è qualcosa di molto potente nelle donne in topless che si sentono padrone dei corpi senza vederci nulla di cui vergognarsi”, ha affermato la regista Lina Esco nel 2013. Le sue parole sono capaci di innescare una riflessione che dà forma all’empowermen femminile odierno, eppure sono ancora molte le donne in topless che si scontrano con tabù e forme di censura di ogni genere. Un esempio è quello ricavato dai dati che huffpost.com ha riportato nel 2013: “Per la cronaca, ancora oggi in 37 stati degli USA è considerato illegale, e visto come un ATTO CRIMINALE, che una donna si metta in topless, incluso l’allattamento al seno in cinque di questi stati”. Per quanto scioccante, il case-study americano ha comunque fatto da trampolino di lancio a una conversazione con Lina Esco circa il suo famoso (e controverso) film Free The Nipple

Perché mai avrebbe deciso di affrontare tematiche quali il femminismo, i capezzoli e la censura? La spiegazione viene da un’intervista che lei stessa ha rilasciato alla fonte: “Il mio film Free The Nipple, che ho diretto poco dopo l’Uragano Sandy, senza immaginare il secondo “uragano” di censura che mi aspettava di lì a breve) si basa sui reali sforzi di un gruppo di donne che, proprio come Delacroix’s Liberty Leading The People, ha combattuto con coraggio le leggi di censura di New York secondo cui soltanto gli uomini potessero mostrarsi senza maglia in pubblico. La loro lotta ha avuto come risultato la vittoria del 1992 e la conseguente legalizzazione del topless in pubblico per le donne nella città di New York. Ciò nonostante, la polizia ha continuato ad arrestare le donne!”. Lina Esco ha iniziato le riprese in strada insieme al suo cast nel 2012: un’armata di donne in topless era lì con lei, a combattere con delicatezza insieme a lei. Tuttavia, ciò che Lina Esco ancora non sapeva era che la strada da percorrere (contro la censura) era davvero molta. Quelli che seguono di sotto sono tre episodi “buffi” che nessuna si sarebbe aspettata accadessero durante le riprese.

Free the nipple
Una scena tratta dal film Free The Nipple (2014) diretto da Lina Esco 

Dietro le quinte di Free The Nipple: La vita reale imita l’arte

“La prima settimana, quando iniziammo le riprese di Free The Nipple – ha rivelato Lina Esco – accadde qualcosa di straordinario: il nostro piccolo film indipendente esplose in una serie di azioni di vita reale, con donne in topless, gruppi di attiviste e artisti di strada che invasero le strade di New York per combattere la stessa battaglia culturale in nome della nostra libertà. È stato di enorme ispirazione vedere così tanti individui provenienti da settori così diversi fare la loro parte all’interno di uno stesso movimento”.

Dietro le quinte di Free The Nipple: la censura dei social media 

“Quando iniziai la campagna di promozione online, Facebook e Instagram censurarono (prima ancora che riuscissi a caricarle!) le foto delle donne in topless che furono scattate sul set. Posso capire perché su Facebook possono essere pubblicamente mostrate le decapitazioni che avvengono Arabia Saudita, e un capezzolo invece no? Perché potete vendere pistole su Instagram e sospendere invece un account solo perché una donna posta la parte più naturale del proprio corpo? Come disse una volta il Presidente Eisenhower nell’era di McCarthy: «L’arma più pericolosa di qualsiasi tiranno non è né un coltello né una pistola, bensì la censura»”.

Dietro le quinte di Free The NippleUn poliziotto ha fermato le riprese (sul serio)

Come riporta ew.comLina Esco e la sua crew avevano ricevuto tutti i permessi necessari per girare le riprese su Wall Street eppure, appena gridò “Azione!” e le attrici iniziarono a correre in topless, un poliziotto fece irruzione. Disse alla regista che non poteva assolutamente girare il film con ragazze in topless perché sembrava che stesse “proponendo del porno ai passanti”. Come finì la disputa? Lina Esco dovette obbedire al poliziotto. E finì col riuscire a girare le sue immagini di donne in topless senza censura in un altro momento (ovviamente senza permessi). 

Courtesy foto copertina: Lina Esco per Playboy, servizio fotografico di novembre 2018

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