Cos’è il period shaming e perché è ora che il ciclo mestruale non sia più tabù

Period Shaming, è ora che tu smetta di essere una piaga sociale. Chi di noi lo ha sperimentato almeno una volta nella vita converrà e si ritroverà nelle parole che seguono: “Le mestruazioni sono una delle funzioni più naturali al mondo. Sono un segno di femminilità e fertilità, e svolgono un ruolo fondamentale nella vita delle donne (fin qui tutto vero e giusto, ndr). Eppure, per qualche strana ragione, le donne provano ancora oggi un senso di vergogna o imbarazzo solo per il semplice fatto che sanguinano. Per di più, secondo una recente ricerca, la sensazione di vergogna deriva dalle relazioni con le persone più vicine a loro”. È con questo incipit, puntuale e preciso, che si apre il case-study portato avanti da menstrualhygieneday.org: per Period Shaming intendiamo proprio quel senso di vergogna e imbarazzo che condiziona mentalmente le donne ogni volta che arrivano le mestruazioni

I dati riproposti dalla fonte al grido di #StopPeriodShaming giungono da un sondaggio condotto da THINX, un’azienda innovativa che punta a contrastare questo fenomeno offrendo soluzioni concrete (tipo, ad esempio, abbigliamento “blood-proof” nei giorni di ciclo mestruale”). Secondo lo studio, il 42% delle donne oggi dice di essere vittima di Period Shaming, mentre il 12% di queste aggiunge di essere persino stata oggetto di giudizi da parte di un familiare o un compagno di classe. È ovviamente di controparti maschili che parliamo: è abbastanza scioccante scoprire dal sondaggio che, sì, il 44% degli uomini intervistati ha ammesso di aver fatto battutine (o commenti poco piacevoli) sull’umore delle proprie partner quando queste avevano le mestruazioni. Il dibattito si fa ancora più complesso se consideriamo la stessa questione negli ambienti professionali: “Il 51% degli uomini intervistati – spiega la fonte – ritengono che sia inappropriato per le donne menzionare apertamente al lavoro di avere il ciclo mestruale”. I dati appena citati costituiscono il cuore pulsante di una problematica assai più complessa, che non è altro poi che una diretta conseguenza: in base a tutto ciò, quanto riesce a sentirsi realmente libera una donna nei suoi giorni rossi?

Courtesy: @endometriosis_art_awareness 

Poter affermare liberamente “Ho le mestruazioni” sembra essere ancora un tabù per molte donne, ed è quindi necessario capire da dove iniziare per smantellare lo stigma. Pensate a tutte le volte in cui vi siete passate assorbenti (di nascosto) con le vostre amiche, sorelle e colleghe, con lo stesso identico impaccio di chi vorrebbe imitare uno spacciatore che lascia cadere cose illegali nella mano di un altro. Pensate a tutte le volte in cui, cinque passi più avanti rispetto alla vostra amica più fidata, le avete chiesto di dirvi “se siete sporche”. E ripensate anche a tutte le volte in cui tanto forti erano i dolori mestruali che avete cancellato un appuntamento, preferendo dire una bugia piuttosto che la verità. Bene, sappiate che in tutte queste circostanze non siete state sole. Sappiate che c’è un esercito di donne come voi che vive ancora nella stessa condizione ogni mese, e che sarebbe il caso di smetterla una volta per tutte con il Period Shaming. Come? Vivendo con più libertà il ciclo mestruale, smettendo di credere che sia un tabù, focalizzandoci sul fatto che averlo è la cosa più naturale del mondo da secoli e secoli ormai.

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No shame ❤️

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Sarebbe persino il caso di iniziare a sensibilizzare una volta per tutte il sesso maschile e, semmai dovessero sentirsi imbarazzati dal fatto che parliamo liberamente di mestruazioni, tanto peggio per loro. Ci faranno l’abitudine. Come conclude un portavoce di THINX, “la cultura che ruota attorno alle mestruazioni deve essere rivoluzionata. Per farlo, occorrono gli uomini tanto quanto le donne. Questa rivoluzione non può che iniziare con un’onesta conversazione e passare attraverso programmi educativi che facciano sentire le donne più sicure e consapevoli dei propri corpi. Crediamo che le donne con il ciclo abbiano bisogno di maggiore accesso all’informazione, risorse, soluzioni. È per questo che stiamo cercando di rivoluzionare l’industria dal suo approccio così all’antica, provando a rimuovere il senso di vergogna e creando community di supporto”. Detta in un hashtag, #StopPeriodShaming.

Courtesy foto copertina: @periodhero

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