Rebekah Marine, modella bionica, ci parla di autoaccettazione e bellezza inclusiva

“Meglio conosciuta come modella bionica, Rebekah Marine indossa uno dei bracci prostetici più avanzati sul mercato e sta abbattendo gli stereotipi sulla diversità nell’industria della moda”: è quanto scrive la sua biografia più breve, ma Rebekah Marine è molto (ma proprio molto!) più di questo e basta. Modella body positive e ambasciatrice della bellezza inclusiva, moglie e madre, imprenditrice. Rebekah, che ha appena lanciato il suo nuovo progetto imprenditoriale chiamato Shop One-Handed Mama, è oggi ospite del Lover’s Journal per parlare di normalizzazione dei corpi normali, lingerie e autoaccettazione.

Come è iniziata la tua carriera? Sei stata guidata da una semplice passione per la moda o da un reale desiderio di ispirare?

Ho sempre avuto una grande passione per la moda, anche quando ero piccola. Dopo anni e anni di porte chiusemi in faccia, rinunciai del tutto all’idea di lavorare in questo settore. Fu all’età di circa 20 anni che decisi poi di provarci un’altra volta. Dopo aver ricevuto il mio primo braccio bionico, posai per un servizio fotografico e iniziai a creare il mio portfolio. Da quel momento, ho sfilato alla NYFW, posato per Tommy Hilfiger, Norstrom e molti altri. Sono stata guidata dalla mia passione perché nella moda potesse esserci più inclusività. Volevo dare speranza agli altri, a chi magari si sente insicuro delle proprie differenze o disabilità.

Da modella a imprenditrice: hai appena fondato Shop One-Handed Mama. Come è iniziato questo progetto?

Dopo essere diventata mamma del bambino più bello che potessi mai avere, ho realizzato che essere una madre full-time mi avrebbe messa davanti a delle sfide: casting last minute, viaggi di lavoro, etc. Avendo un passato come graphic designer e un laurea in Comunicazione Pubblicitaria, ho sentito di poter utilizzare quelle competenze unendole alla mia passione per la moda inclusiva: così ho creato One-Handed Mama, un brand nato con l’intento di ispirare le persone.

Uno degli slogan del tuo marchio afferma “Normalize our differences”, che è anche uno dei valori portanti di Chitè. Qual è il tuo consiglio per le donne che stanno ancora lavorando su sé stesse per abbracciare autoaccettazione e amore per sé?

L’amore più grande che tu possa sperimentare è quello per te stessa. Ho trascorso anni della mia vita a sentirmi insicura del mio corpo, c’è voluto un bel po’ di tempo prima di poter sviluppare l’amore che oggi nutro per me stessa. Per me, superare quelle insicurezze ha significato doverle affrontare a testa alta. Cosa che, nel mio caso, ha significato a sua volta parlare e sensibilizzare gli altri. La conoscenza profonda della severità che provavo nei miei confonti mi ha dato la forza per superarla. Più mi rendevo aperta a parlare della differenza del mio arto sinistro, più capivo di non essere sola. Questo è stato il momento in cui ho iniziato ad abbracciare le differenze e crescere nella persona che sono diventata oggi.

C’è chi nella fashion industry sostiene che alcuni marchi stiano sfruttando la bellezza body inclusive per incrementare la popolarità del proprio marchio. Cosa ne pensi?

Sono assolutamente d’accordo con il loro pensiero. Nel corso degli anni, ho notato che sempre più marchi stanno coinvolgendo modelle “diverse” nelle proprie campagne pubblicitarie. Tuttavia, mi sembra spesso di percepire che i motivi che li spingono a sceglierle non sono poi così genuini. Da un’altra prospettiva, però, è meraviglioso vedere che persone di tutte le etnie, con disabilità e di qualsiasi taglia, stiano finalmente ottenendo la visibilità mediatica che meritano all’interno di questo settore. Trovo importante per queste persone stesse riuscire a identificarsi all’interno di uno marchio. Per me, questo discorso è come una strada a doppio senso. Mentre l’idea della “diversità” può sembrare una novità o un’opportunità per far parlare di sè, noi (le modelle) vediamo i marchi stessi come delle opportunità per concretizzare ciò in cui crediamo.

Rebekah Marine
Photocourtesy di Stevie Chris

In quanto marchio di lingerie, possiamo chiederti qual è il tuo rapporto con la biancheria intima?

Quando ero insicura del mio corpo, ho avuto un rapporto terribile con la biancheria intima. Credevo di aver bisogno sempre dei reggiseni push-up più imbottiti che esistessero. Quando poi ho compreso che avere un seno piccolo non era poi tutta questa gran tragedia (paradossalmente, è successo grazie al mondo della moda), mi sono innamorata della bralette. Oggi, quando compro lingerie, voglio potermi sicura di me stessa in ciò che indosso.

Come immagini il reggiseno perfetto per te?

In quanto mamma full-time di un bambino piccolo, il reggiseno perfetto per me risponde alla parola comodità. Non indosso più reggiseni imbottiti, preferisco quelli senza ferretto e con una morbida fascia sottoseno. Per il comfort giornaliero, trovo che le bralette siano i reggiseni perfetti.

Rebekah Marine
Photocourtesy di Chris Loupos

Oggi sei madre di un bambino bellissimo. La gravidanza ha in qualche modo cambiato in te la percezione del tuo corpo? Come hai accolto smagliature e cambiamenti fisici?

Non si è mai pienamente preparate alla prima gravidanza. Il corpo attraversa tanti d quei cambiamenti che immaginarli tutti è impossibile. Non ho avuto molte smagliature (che trovo comunque bellissime), ma mi si sono effettivamente palesate alcune sfide lungo il mio percorso. Avendo un solo braccio, ho dovuto riaddattare il mio corpo anche in gesti quotidiani, quali il depilarmi le gambe o mettere i calzini. Durante la mia gravidanza, ho imparato ad apprezzare ancora di più il mio corpo e tutto ciò che di meraviglioso mi permette di fare.

Che tipo di cambiamenti ti aspetti dall’industria della lingerie da qui a 10 anni?

Oggi le donne hanno finalmente il controllo della propria sensualità come mai prima d’ora. Non molto tempo fa, c’è stato un tempo in cui erano gli uomini a dettare cosa fosse sexy (bacino stretto, seni abbondanti, capelli lunghi, etc.). Di qui a dieci anni, assisteremo a un cambiamento in merito a tutto ciò che abbiamo sempre considerato sexy. La diversità è sexy, e un marchio di lingerie che agisce in tale direzione sarà sempre al di sopra degli altri.

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