Le grande storia del corsetto, l’indumento più controverso nell’evoluzione della lingerie

Quanto conosci della storia dei corsetti? In questo articolo, la nostra contributor Ruby Conway fa il punto sull’evoluzione stilistica e metaforica – specialmente agli occhi del femminismo – del capo di lingerie più controverso di sempre.

“Il corsetto è probabilmente l’indumento più controverso dell’intera storia della moda”, o almeno così sostiene – in merito alla storia del corsetto – la famosa storica della moda Vallery Steele. A metà strada tra simbolo dell’oppressione femminile e status quo della liberazione in più fasi dell’ultimo secolo, questo capo di hard-lingerie che scolpisce il busto occupa un ruolo cruciale nel femminismo. Il corsetto potrebbe essere stato un capo di biancheria intima molto costrittivo, ma recentemente è stato rivendicato come simbolo modaiolo della sessualità femminile (finalmente) liberata. Come sottolinea acutamente Steele, “il significato di qualsiasi capo di abbigliamento non è incorporato nell’abbigliamento stesso; è qualcosa che creiamo e che stiamo costantemente rinegoziando”.

Storia del corsetto: prima e dopo l’età vittoriana

storia del corsetto
Rossella O’hara in Via col vento. Courtesy of Instagram, @black_and_white_glamour

Accentuando la fisicità femminile e fasciando il corpo, si è ritenuto che il corsetto fosse il simbolo degli standard patriarcali della femminilità occidentale sin dal suo concepimento. Reso popolare per la prima volta dalle aristocratiche che lo adoravano nel 1500 (Caterina de’ Medici arrivò al punto di vietare alle donne con la vita grossa di frequentare la corte), il corsetto ha poi cambiato forma e classe sociale nel corso del tempo. Nel XVIII secolo, il bustier rigido era molto vantato dalla borghesia: all’epoca dell’invenzione della macchina da cucire, i corsetti erano disponibili in gran quantità, indossati da decine di donne della classe operaia. Intanto, nell’era vittoriana, si erano evoluti dalla forma a V alla silhouette a clessidra. Nel 1890 – l’era della lingerie – la biancheria intima iniziò a diventare sempre più decorativa ed erotizzata, con i corsetti che assumevano colori vivaci e decori particolari. Differente fu l’approccio al corsetto durante la 1° Guerra Mondiale: la storia insegna che alle donne fu chiesto di astenersi dall’acquistare corsetti in modo che il metallo (utilizzato per le stecche interne) potesse essere salvato per scopi militari.

Storia dei corsetti: la prima ondata di femminismo

Bust supporter & corsets. Copyright The Museum at FIT. Courtesy Google Arts & Culture.

Cosa successe in seguito nella storia del corsetto? Sembrerebbe un paradosso, ma i “riformisti” della prima ondata di femminismo furono proprio i medici: dichiararono apertamente i rischi per la salute delle donne comportati appunto dall’allacciatura strettissima. Gli uomini, in senso più ampio, iniziarono invece a osservare i corsetti da un’ottica promiscua, frivola e moralmente ripugnante. Risultato: le donne donne furono spesso vittime di caricature rozze, che prendevano in giro la loro biancheria intima. Insomma, l’allacciatura così stretta era diventata impropria, bisognava promuovere maggiore movimento e comfort. Gradualmente, negli Anni 20, l’uso del corpetto iniziò a decadere, sostituito in seguito dai reggiseni. Ciò che non decadde, invece, fu la figura femminile standardizzata. Il corsetto era stato interiorizzato: piuttosto che far sì che gli abiti si adattassero al corpo, le donne avevano iniziato ad adattare i propri corpi ai vestiti.

“Bruciate i corsetti!”

Sempre inerente alla storia dei corsetti e alla loro natura è l’ethos della “taglia unica”. Questo capo di lingerie costringe letteralmente chi lo indossa a una forma del corpo femminile ben precisa: vita piccola, seni generosi, fianchi larghi. Nel 1973, le femministe gli si scagliarono contro: “Bruciate i corsetti!”, gridava Elizabeth Stuart Phelphs quell’anno, in una misteriosa premonizione di ciò che avrebbero poi fatto le femministe con i reggiseni negli Anni 60. D’altronde, insieme ai reggiseni buttati nel celebre Freedom Trash – aka “cestino della libertà” – durante le proteste contro il concorso di bellezza Miss America, c’erano proprio i corsetti.

Storia dei corsetti: come sono stati rivoluzionati da Vivienne Westwood

È stato con Vivienne Westwood che la storia del corsetto ha vissuto un rivoluzionario ritorno negli Anni 80. Le creazioni da lei portate in passerella hanno reso popolare e trasformato questo capo di lingerie in un must have statement dei propri look. Lo storytelling continua ancora oggi ed è evidente: si pensi a Madonna nel suo corsetto conico sorprendente e simile a un’armatura durante il tour Blond Ambition del 1990, ma si pensi anche a Caitlyn Jenner, nel suo corsetto sovversivo sulla copertina di Vanity Fair nel 2015. Con loro, il corsetto non è più stato un simbolo di femminilità passiva e stereotipata.

storia del corsetto
Corset, Vivienne Westwood, 1990. Courtesy of Google Arts & Culture

LEGGI ANCHE:

- Advertisement -spot_img

♥♥♥