La storia del pigiama (in 4 pillole) da ricordare oggi, domani, sempre

È il momento di ripassare la storia del pigiama di raso, specialmente se siete fan del completo Lolita Goes Bed firmato Chitè. Certo, qualcuna potrà esserne stanca, perché magari lo sta indossando on-repeat durante le continue fasi di quarantena da Covid-19 (tenete duro). Qualche altra invece potrebbe averne (proprio per il precedente motivo) rivalutato l’allure: fatto sta che il pigiama di raso è diventato il capo più ibrido e trasversale a metà tra nightwear e loungewear, e noi di Chitè lo sappiamo bene. Non a caso, il pigiama composto da shorts e top di raso della capsule Lolita Goes Bed è molto più un completo notte in linea con le tendenze moda 2021. Trattasi di un pezzo timeless del guardaroba femminile, fatto a mano da sarte italiane e destinato a durare nel tempo in concomitanza con qualsiasi futuro trend. Ripercorriamone insieme la storia, in 4 pillole interessantissime da ricordare oggi e per sempre.

Storia del pigiama: come nasce la parola?

Della storia del pigiama, colpisce innanzitutto l’origine della parola stessa: sapevi che “pigiama” deriva dall’hindi pae jama e significa “vestito per le gambe”? Come riporta elisamotterle.com, nella sua forma più embrionale il nostro capo nightwear preferito era un completo composto da tunica e pantaloni, che solo gli uomini (attenzione, solo gli uomini!) erano soliti indossare nell’antica Persia. Poi, attraverso l’India, il pigiama arrivò in Occidente a fine Ottocento per mano degli inglesi che, a quel tempo, avevano colonizzato l’India.

Storia del pigiama: quando iniziarono a indossarlo le donne?

Fu il grande lustro della Belle Epoque a rendere le donne avvezze all’uso del pigiama: questo periodo storico, convenzionalmente datato tra 1880 e 1914, lasciò presto spazio a quella che sarebbe stata una vera e propria rivoluzione della moda. Gli Anni 20 del Novecento – che videro anche l’avvento di Coco Chanel con il suo stile à la garçonne – testimoniarono la piena trasformazione del pigiama che, da capo esclusivamente maschile quale era, divenne presto un must have del guardaroba femminile.

Storia del pigiama: chi era Daisy Fellowes?

Se c’è un nome da ricordare nella storia del pigiama, questo non può che essere Daisy Fellowes: annotatelo! Daisy era una editor parigina della celebre rivista di moda Harper’s Bazaar. È a lei che dobbiamo il merito di aver fatto del pigiama di raso un capo imprescindibilmente sinonimo di lusso. Come racconta ancora la nostra fonte, pare che nel 1933 abbia ricevuto a casa sua degli ospiti indossando un pigiama di seta blu pavone, proprio come quello protagonista della linea Lolita Goes Bed di Chitè.

Lolita Goes Bed, top di raso pavone e Lover slip abbinati

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Storia del pigiama: quale fu il preferito di Jackie Kennedy?

Altrettanto cruciali nella storia del pigiama tra uso e disuso furono gli anni successivi: denominato ormai Hostess Pajama – ovvero, letteralmente il pigiama pensato ad hoc per ricevere ospiti – iniziò a diventare desueto finché, nel 1960, la stilista Irene Galitzine lo rivisitò vestendolo di nuova luce con fantasie vivaci che avrebbero conquistato persino l’attenzione di Jackie Kennedy: è il celebre Pigiama Palazzo a cui anche Emilio Pucci avrebbe in seguito dedicato una sua intepretazione creativa.